Andamento del mercato immobiliare nel Nord-Ovest

Il Covid-19 ha portato un'innovazione nell’andamento del mercato immobiliare, infatti è stato rilevato che l’impatto della pandemia ha generato nuove preferenze degli italiani, i quali si sono orientati a soluzioni indipendenti con giardiniverande e ampi terrazzi nelle aree urbane meno congestionate oppure verso le cinture delle grandi metropoli o i piccoli centri.

Nel III trimestre 2020 risultano 186.867 le compravendite registrate e le convenzioni relative ad atti traslativi a titolo oneroso per unità immobiliari.
Tali compravendite aumentano del 48,4% rispetto al trimestre precedente e dell’1,8% su base annua.
I primi sei mesi del 2020 hanno definito un calo, in concomitanza delle misure adottate per il contenimento del Covid-19, ma si vede una ripresa nei mesi estivi, a seguito del graduale allentamento di tali misure.
Il 94,9% delle convenzioni stipulate, riguarda trasferimenti di proprietà di immobili ad uso abitativo (177.407), il 4,7% quelle a uso economico (8.835) e lo 0,3% le convenzioni ad uso speciale e multiproprietà (625).

Vediamo principalmente la crescita registrata nel Nord-ovest sul trimestre precedente, che risulta del+49,9%, rispetto al totale dell’Italia di +48,3% e, per quella economica, sempre nel Nord-ovest +51,7%, per un totale dell’Italia di +48,0%.
L’incremento tendenziale osservato per l’abitativo interessa il Nord-ovest per il +2,8%.
Il settore economico è in flessione su quasi tutto il territorio nazionale, qui al Nord-ovest -7,2%, come le città metropolitane -8,1% e i piccoli centri -5,7%.

Complessivamente rispetto al III trimestre 2019 le transazioni immobiliari crescono del 2,3% nel comparto abitativo e diminuiscono del 6,7% nell’economico.
Per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare (87.510) aumentano del 16,8% rispetto al trimestre precedente e diminuiscono del 7,1% su base annua.
Tali convenzioni registrano un aumento congiunturale su tutto il territorio nazionale (Nord-ovest +18,5%) e una flessione su base annua (Nord-ovest -6,0%, città metropolitane -7,3% e piccoli centri -7,0%).
L'Istituto di Statistica ha diffuso i dati sulle compravendite di case del terzo trimestre del 2020, periodo corrispondente alla scorsa estate quando il virus aveva allentato la presa e si pensava si potesse tornare alla totale normalità.
Nel periodo in analisi, l'Istat ne ha tracciate 186.867, con una crescita del 48,4% rispetto al trimestre precedente che si spiega ovviamente col fatto che ci si confrontava con i mesi del lockdown.

Il raffronto annuo è comunque positivo, +1,8%, a testimonianza di una ripresa a seguito del graduale alleggerimento delle misure di contenimento del virus.
Nel terzo trimestre il Nord-Ovest vanta oltre 100 mila transazioni, mentre il Sud si ferma a 33mila.
In generale, l'Istat rimarca come la ripresa generalizzata sia trainata dal Nord, dopo il forte calo dei primi sei mesi del 2020.
Così come potrebbe avere giocato un effetto psicologico la diversa morsa che la pandemia ha avuto sui territori del Paese.

Sta di fatto che l’attenzione al mattone si è vista in modo marcato e questa potrebbe essere una spia di un maggior interesse parte di quelli, che stanno riconsiderando la casa quale nido imprescindibile e fondamentale per vivere meglio.



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